Una nuova carrozzina per un nuovo inizio e finalmente un sorriso
Il 20 febbraio di quest’anno il direttore della Caritas di Bari, la mia città, mi racconta di Gabriele. Esposta la sua situazione mi chiede di recarci da lui per conoscerlo e capire di cosa ha bisogno, di cosa sia possibile fare per il suo benessere.
Decido di andarci e mi accompagno con Roberto, altro Angelo in Moto, per motivi di sicurezza e tranquillità.
Sembra profilarsi una nuova missione per la sezione di Bari di Angeli in Moto, ma quello che non sappiamo (lo capiremo di lì a poco dopo) è che sarà, forse, la più difficile fino ad oggi.
Ci troviamo di fronte a un palazzo fatiscente, per fortuna senza barriere architettoniche e nel portone un’ulteriore porticina, semi aperta, con una grande scritta: “disabile”.
Varcare quella soglia è un pugno nello stomaco.
Un lettino mal messo, un tavolino con un piccolo televisore e tante medicine, una stanzetta mal illuminata, un fornellino elettrico e tanto cibo spazzatura sparso un po’ dovunque.
E lì, ad attenderci, Gabriele.
Gabriele, col suo vissuto intenso e non facile, con i suoi occhi azzurri e le sue due lauree alle quali attinge con grande intelligenza, tanto da affascinarci immediatamente con una dialettica fluida, capace, veloce, al limite del manipolatorio, cosa della quale, fortunatamente ci rendiamo conto altrettanto velocemente.
Parla della sua vita, cerchiamo di capire di cosa ha bisogno e come poterlo aiutare e non ci vuole molto a dedurre che non ci troviamo di fronte a un uomo qualsiasi, ma a un vero e proprio sconfinato universo.
Gabriele è fortemente diabetico e il peso di 160 kg non consente movimento. La sua carrozzina è rotta e vecchia, lui quindi relegato in casa da solo. Ad aggravare la situazione le gambe in pessime condizioni.
Ma basta qualche piccolo approfondimento, nei giorni a seguire, per capirlo meglio e capire meglio la sua storia.
Gabriele è solo forse per tutta una serie di scelte che non sta a noi giudicare, ma che nel concreto hanno reso la sua solitudine un fatto. Nel tempo infatti ha denunciato pressoché tutti coloro che hanno cercato un approccio con lui o che hanno cercato di dargli una mano: il comune pur avendogli messo a disposizione delle strutture da cui è puntualmente scappato, i parenti che -a suo dire- non hanno mai fatto abbastanza, ma anche lo Stato, il Sindaco, il Governo, la Politica.
Lui denuncia, chiama giornalisti (ottenendo diversi articoli sui giornali locali) e rilascia interviste con incredibile naturalezza, fornendo ovviamente la propria versione dei fatti e della verità.
A livello locale tutti lo conoscono e chiunque non abbia fatto o non faccia ciò che lui dice e con le sue modalità, non ha fatto e non fa mai abbastanza.
Ma come Angeli in Moto decidiamo di fare quello che un Angelo in Moto è vocato a fare e -se mai lo fosse- accettare la sfida di Gabriele e fare il nostro.
È in questo esiguo e delicato frangente e in questo spazio minimo di manovra che il nostro Roberto ha dato veramente il meglio di sé confermando di essere uno dei pilastri della sezione di Bari di Angeli in Moto.
Gabriele a febbraio non ci aveva chiesto soldi, ma ci aveva parlato di alcune delle sue necessità impellenti, su tutte una carrozzina elettrica e un fisioterapista che potesse seguirlo.
Necessità che non riusciva a realizzare per una burocrazia stringente e poco gestibile per chi, come lui, non può uscire di casa.
Difficile spiegare a parole quanto sia stato complicato e faticoso il cammino di Roberto, Angelo in Moto paziente e perseverante, per sbloccare tutto ciò.
Ma nonostante la sua immensa fatica, l’enorme quantità di tempo dedicata a questi obbiettivi sarebbero da raccontare dettagliatamente, il solo racconto che più conta per noi Angeli in Moto è che finalmente, pochissimi giorni fa, il 28 luglio, Gabriele ha ricevuto la sua nuova carrozzina e che i suoi occhi, alla consegna, per un lungo istante ci son sembrati ancora più lucidi e azzurri come fosse rivolto a noi un tacito ringraziamento.
La nuova carrozzina è stato solo uno dei diversi cambiamenti positivi nella sua vita.
Oggi infatti Gabriele ha un fisioterapista a domicilio, la spesa gli viene consegnata a casa dagli scout della città, Sabino un volontario Caritas, si reca da lui ogni settimana per dargli supporto, ascolto, ha un nuovo amministratore patrimoniale di sostegno e poi, poi, ci siamo noi, che trainati dal fervore di Roberto siamo riusciti in questa missione difficile, delicata e psicologicamente davvero provante per tutti.
Obiettivo raggiunto.
Assieme alla Caritas continueremo a seguire Gabriele, ancora più certi del fatto che la collaborazione trasversale tra associazioni è sicuramente un valore aggiunto per il raggiungimento di obiettivi importanti.
Insieme si va più lontano.
Laura Capruzzi

